Se c'è una manifestazione che in Calabria conoscono anche fuori regione, è il Festival del Peperoncino di Diamante. Si tiene ogni anno a settembre, dura alcuni giorni e trasforma un paese di poche migliaia di abitanti in una delle destinazioni più frequentate della costa tirrenica.
Cos'è, in pratica
Il festival nasce come manifestazione dedicata al peperoncino, che in Calabria non è un ingrediente tra i tanti ma un elemento identitario della cucina regionale. Nei giorni della rassegna il centro di Diamante si riempie di stand di produttori, degustazioni, incontri e spettacoli. Ci sono anche i momenti più folcloristici, come le gare di mangiatori di peperoncino, che sono diventate l'immagine con cui il festival viene raccontato dai media.
La parte più interessante, però, resta quella dei produttori: conserve, salumi piccanti, oli aromatizzati, e la possibilità di parlare direttamente con chi coltiva e trasforma.
Diamante, al di là del festival
Diamante vale la visita anche negli altri undici mesi dell'anno. Dagli anni Ottanta i muri del centro storico ospitano un ciclo di murales realizzati da artisti italiani e internazionali: il borgo è diventato un museo a cielo aperto che si attraversa camminando, con opere che spaziano dal figurativo all'astratto.
Il paese si trova sulla Riviera dei Cedri, il tratto di costa che prende il nome dalla coltivazione del cedro, storicamente concentrata proprio qui. È una delle produzioni agricole più particolari della Calabria, legata anche a una lunga tradizione di commercio con le comunità ebraiche europee.
Come arrivarci dalla struttura
Diamante è a circa settantanove chilometri da Taverna di Montalto Uffugo, un'ora e venti di strada passando per la costa. Non è una gita di mezza giornata: conviene organizzarla come giornata piena, magari abbinando una sosta a Belvedere Marittimo o a Cirella, che sono sulla stessa direttrice.
Chi vuole evitare la calca del festival può fare la stessa gita in un altro periodo: i murales e la costa restano, e a maggio o a inizio ottobre si gira molto meglio.
Il peperoncino, tutto l'anno
Non serve aspettare settembre per trovare il peperoncino calabrese. È presente in modo stabile nella cucina di tutta la provincia: nella 'nduja, nelle conserve sott'olio, nei salumi, nelle salse. Nei mercati e nelle botteghe della zona si trova senza difficoltà, comprese le trecce di peperoncini secchi che sono diventate un souvenir classico.
Il peperoncino in cucina, oltre la piccantezza
Vale la pena chiarire un equivoco: in Calabria il peperoncino non serve a rendere tutto piccante, serve a conservare e a insaporire. Storicamente è entrato nella cucina povera come conservante naturale per carni e verdure, e da lì si è radicato nelle preparazioni tradizionali.
Le forme in cui si trova sono molte: fresco, secco in trecce, in polvere, in fiocchi, in crema, sott'olio, e naturalmente dentro i salumi. La 'nduja è l'esempio più noto, ma anche la sardella, la conserva a base di novellame di pesce e peperoncino tipica della costa ionica cosentina, appartiene alla stessa logica.
Nei ristoranti della zona il peperoncino viene quasi sempre servito a parte, così ognuno dosa. Se non lo tollerate, basta dirlo: nessuno si offende.
Per chi soggiorna da noi, settembre è comunque uno dei mesi migliori dell'anno: mare ancora caldo, temperature gestibili, e la stagione delle manifestazioni che riparte in tutta la provincia.
Settembre in Calabria, con base nella valle — Affittacamere Gess
Tre camere con bagno privato a Montalto Uffugo. Dalla struttura la costa tirrenica è a mezz'ora e Diamante a un'ora e venti.