Cosenza è la città di riferimento per chi soggiorna in questa parte della valle del Crati: venti chilometri, poco meno di venti minuti di auto, e si passa dalla piana alla città vecchia arrampicata sul colle Pancrazio. È una gita che sta comodamente in una giornata, e che conviene organizzare partendo dal basso e salendo, perché il centro storico è tutto in pendenza.
Il Duomo, punto di partenza
La visita comincia quasi sempre da piazza Duomo. La Cattedrale di Santa Maria Assunta fu consacrata nel 1222 alla presenza dell'imperatore Federico II, e nel 2011 l'UNESCO le ha attribuito il riconoscimento di Patrimonio Testimone di Cultura di Pace. La facciata, sobria e in pietra chiara, non lascia intuire quello che custodisce all'interno: il monumento funebre di Isabella d'Aragona, regina di Francia morta a Cosenza nel 1271, e nel museo diocesano attiguo la Stauroteca, la croce reliquiario donata da Federico II in occasione della consacrazione.
Attorno al Duomo si apre una delle piazze più vissute della città vecchia, con qualche tavolino all'aperto e la sensazione, tipica dei centri storici del Sud, che la vita quotidiana e i monumenti convivano senza troppe cerimonie.
Corso Telesio e la città dei filosofi
Da piazza Duomo parte Corso Telesio, la strada che attraversa tutta la città vecchia. È intitolata a Bernardino Telesio, il filosofo naturalista nato a Cosenza nel 1509, che tra Cinque e Seicento aprì la strada a un modo nuovo di studiare la natura e che ancora oggi la città considera il suo personaggio più illustre. Non è un caso che qui abbia sede l'Accademia Cosentina, una delle più antiche istituzioni culturali d'Europa.
Il corso è stretto, lastricato, in salita, e passa davanti a palazzi nobiliari, botteghe artigiane e vicoli laterali che vale la pena imboccare. A metà strada si incontra il Teatro Rendano, il teatro d'opera della città, con la sua facciata neoclassica: è il centro della vita culturale cosentina e ospita la stagione lirica e di prosa.
Il castello e la vista dall'alto
In cima al colle Pancrazio si arriva al Castello Normanno-Svevo. Le origini sono di età normanna, ma l'impianto che si vede oggi porta soprattutto la firma degli interventi svevi e angioini, con i rifacimenti successivi ai numerosi terremoti che hanno colpito la zona nei secoli. Dalla spianata davanti al castello lo sguardo copre tutta la conca cosentina: la città nuova, il corso dei due fiumi, e in lontananza il profilo della Sila da un lato e della catena costiera dall'altro.
La città nuova, dal ponte al museo all'aperto
Scendendo dal centro storico si passa alla Cosenza moderna, che si sviluppa lungo Corso Mazzini. Qui l'isola pedonale ospita il Museo all'aperto Bilotti, un percorso di sculture donate alla città che si attraversa semplicemente camminando, senza biglietto e senza orari. Poco più in là, il ponte pedonale di San Francesco di Paola, progettato da Santiago Calatrava, con la sua antenna inclinata è diventato il simbolo contemporaneo della città.
C'è infine una storia che a Cosenza si racconta da secoli: quella della tomba di Alarico, il re dei Visigoti morto qui nel 410 dopo Cristo, che secondo la tradizione sarebbe stata scavata nel letto del Busento deviandone temporaneamente il corso. Nessuno l'ha mai trovata, e proprio per questo la leggenda continua a resistere meglio di molti fatti accertati.
Se avete solo mezza giornata
Non tutti hanno un giorno intero. Se avete a disposizione solo un pomeriggio, il percorso da fare è questo: parcheggio nella città nuova, attraversamento del ponte, salita lungo Corso Telesio con sosta in piazza XV Marzo, visita del Duomo e ritorno. Sono due ore abbondanti e coprono le cose che contano davvero. Il castello, che richiede altri quaranta minuti di salita andata e ritorno, si lascia a una seconda visita.
Se invece la giornata è piena, la sequenza migliore è: mattina nel centro storico, pranzo in zona, pomeriggio nella città nuova tra il corso pedonale e le sculture del museo all'aperto, e rientro prima dell'ora di punta. Nelle giornate estive vale la pena rovesciare l'ordine e tenere il centro storico per il tardo pomeriggio.
Per chi alloggia da noi, la giornata a Cosenza si organizza senza complicazioni: si parte dopo colazione, si parcheggia nella città nuova, si sale a piedi e si rientra per cena. Venti minuti all'andata, venti al ritorno.
Una base tranquilla a venti minuti da Cosenza — Affittacamere Gess
Le nostre camere sono a Taverna di Montalto Uffugo, sulla strada per Cosenza: si visita la città e si torna in una zona silenziosa, con parcheggio gratuito.